
Percorsi a piedi nel paesaggio agricolo. Uno scenario naturale in cui collocare i propri pensieri prima ancora che i propri passi. Camminare nel paesaggio agricolo è spesso un'occasione per notare come la singolarità del paesaggio agreste sia spesso "immolata". Ciò, a causa sia di tecniche agricole mal ponderate sia dell’espandersi di spazi dedicati a commercio, produzione e viabilità. Vale a dire dei "non luoghi".
La crescente banalizzazione dello scenario agricolo può passare anche attraverso tecniche agricole più avvedute. Camminare nel paesaggio agricolo ci fa capire come lo scenario circostante sia la risultante di secoli d’interazione tra uomo e natura. Anche se la tecnologia avanza e rimescola un po’ le carte, i ruoli sono ancora ben definiti. La natura modella il suolo, caratterizza clima e la scarsità o abbondanza di acque. L’uomo si prende cura delle tecniche produttive, della selezione delle colture, delle vie di accesso ai fondi e delle costruzioni rurali. Risultato finale? Un mix di produttività, cultura e ambiente.

Optare per dei percorsi a piedi nel paesaggio agricolo offre talvolta scenari suggestivi. Spesso, ma non sempre. Tuttavia, anche quando non può contare su scenografie di particolare suggestione, il paesaggio agricolo può avere una sua intrigante e ben precisa caratterizzazione. Qualcosa di paragonabile alla personalità umana, si potrebbe dire. Possiamo così imbatterci in un paesaggio agreste un po’ introverso, defilato rispetto a strade e centri abitati, con i terreni che s’inerpicano come tessere di puzzle tra curve e tornanti. Altre volte invece il paesaggio agreste ci appare più espansivo ed estroverso, ampiamente disteso mentre porge generosamente le sue zolle ai raggi del sole. Alcune metodologie agricole − proprie dei sistemi industrializzati − hanno invece sfruttato in maniera troppo miope i terreni.

Così il paesaggio agricolo si è spesso intristito e impoverito di significati. E’ apprezzabile quindi che s’inizi a pensare di correre ai ripari per cercare di arricchirlo nuovamente, di una ricchezza che non strizzi solo l’occhio al portafogli. Perché anche i paesaggi hanno un loro carattere e se esso è “buono”, i riflessi non possono che essere positivi per tutti, ambiente e uomo compresi.
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