Percorsi a piedi nel segno di Thoreau

CAMMINARE, PALESTRA NATURALE

Percorsi a piedi, seguendo le impronte di Thoreau. «Il camminare di cui parlo non ha nulla a che vedere con l’esercizio fisico propriamente detto, simile alle medicine che il malato trangugia ad ore fisse, o al far roteare manubri o altri attrezzi; è invece l’impresa stessa, l’avventura della giornata. Se volete fare esercizio, andate in cerca delle sorgenti della vita. Come è possibile far roteare dei manubri per tenersi in salute, mentre quelle sorgenti sgorgano, inesplorate, in pascoli lontani!». Henry David Thoreau , scrittore americano, già due secoli fa con queste illuminate parole forniva un’idea di come spostarsi camminando con un certo spirito potesse essere più gratificante di andare in palestra o giungere in una località comodamente scarrozzati da un’auto o un treno. 

WALDEN, VITA NEI BOSCHI

Seguire le orme di Thoreau percorrendo intriganti percorsi a piedi.  La passione  di Thoreau per la natura lo condusse a scrivere un bel libro, “Walden, vita nei boschi”. Per chi non sia insensibile agli itinerari trekking, guarda caso,Walden è il nome di una cooperativa toscana di viaggi a piedi, vincitrice nel 2013 del premio per il turismo sostenibile Green Adwords. 

Muoversi a piedi. Da una strada all'altra della propria città. Dalla piazza di una città al corso principale di un'altra località. Dalla costa ai rilievi montuosi o viceversa. Spostarsi camminando per cinquecento metri o per cinquecento chilometri. Muoversi a piedi, una performance alla portata di un’élite di atleti o di persone “alternative”? Non proprio. Va piuttosto considerata un’esperienza estremamente naturale, intrinsecamente ricca di significati e di suggestioni, alla portata praticamente di chiunque.

FARE DEI PERCORSI A PIEDI, UNA SCELTA IN CONTROTENDENZA

Fare un viaggio a piedi, seguendo le orme di Thoreau, è una scelta che può tranquillamente catalogarsi in controtendenza, quanto meno nelle aree economicamente evolute. Di sicuro, camminare è un'azione non abituale per molti. Si è infatti persa la percezione del camminare come uno dei sistemi più efficaci per conoscere se stessi e gli altri  e porre armonia tra mente, corpo e  realtà circostante. In un mondo che sembra sempre più votato al consumo e allo sviluppo incontrollati, il viaggio a piedi costituisce un sano momento di saggia decrescita.

Viaggiare a piedi seguendo un itinerario trekking, consuma e costa infatti poco, sia in termini di  bilancio dell’ ecosistema naturale che di budget finanziario personale. In cammino, seguendo le impronte di Thoreau, con l’approccio di guardarsi intorno e di non concentrarsi solo sulle performance dei propri passi.  I percorsi a piedi sono un  formidabile strumento di contatto con la propria interiorità ma anche di un eccezionale mezzo per interagire con la realtà esterna. Perché camminando è più facile sintonizzarsi con “l’altro”. L’altro da sé che può essere un insetto, un albero, un sentiero oltre, naturalmente,  al compagno di camminata. Nel viaggio a piedi organizzato, spesso si parte con altri compagni di viaggio che si conoscono solo al momento della partenza, il che a prima vista potrebbe sembrare un limite. E invece, al contrario è proprio uno dei valori aggiunti di questo tipo di viaggio, perché “in cammino” la socializzazione ha tempi , modi e “charme” ben diversi rispetto alla  vita di tutti i giorni.

GLI "EPIGONI" DI THOREAU

Non per niente, alcuni camminatori , “capeggiati” dalla guida escursionistica ambientale Alessandro Vergari, hanno dato vita a un movimento di pensiero e azione che ha preso il nome di socialtrekking. Perché il  viaggio a piedi, o anche solo il semplice spostarsi camminando, è l’occasione giusta perarmonizzarsi con il circostante, con l’altro da sé e quindi in definitiva per “migliorarsi”. 

 Alessandro Vergari, rappresenta bene sia la “teoria” che la “pratica” del camminare, in quanto autore di vari libri sul camminare, tra cui uno recentissimo intitolato proprio"Socialtrekking". Vergari è inoltre responsabile di numerosi itinerari trekking nella natura, ci rassicura sul fatto che viaggiare a piedi non sia un’impresa proibitiva. «Dopo i primi giorni di cammino l’organismo si assesta e compie senza sforzo un esercizio che ha fatto per migliaia di anni e che fino a pochi decenni fa era una consuetudine. Anche dal punto di vista dell’attrezzatura personale, c’è bisogno davvero di poco oltre alle giuste scarpe». 

R.B.










0 commenti:

Posta un commento